Piano Casa 2026: più alloggi accessibili e recupero degli immobili pubblici

Il Governo ha approvato il nuovo “Piano Casa 2026”, un pacchetto di misure urgenti pensato per affrontare la crescente difficoltà di accesso alla casa. L’obiettivo principale è sostenere le categorie più esposte al disagio abitativo: giovani, studenti, lavoratori fuori sede, giovani coppie, genitori separati e anziani. Tra le misure più rilevanti figura il programma straordinario per il recupero degli alloggi pubblici, con uno stanziamento complessivo di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030. Il piano prevede la ristrutturazione delle case popolari non utilizzabili e il recupero di immobili pubblici da destinare all’edilizia sociale, con il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture e di Invitalia. Il decreto introduce inoltre la figura del Commissario straordinario, dotato di poteri speciali per accelerare gli interventi, censire gli immobili pubblici inutilizzati e coordinare l’attuazione dei progetti sul territorio. A supporto dell’efficacia del piano sono previste ulteriori semplificazioni, tra cui procedure amministrative accelerate e deroghe urbanistiche. In tale contesto si inserisce anche la riduzione del 50% degli onorari notarili relativi agli atti stipulati per gli interventi edilizi previsti dal Piano, misura volta a contenere i costi delle operazioni e favorire la realizzazione degli investimenti. Tra le principali novità figura inoltre il Fondo contro la morosità incolpevole, destinato a sostenere gli assegnatari di alloggi popolari che si trovano nell’impossibilità di pagare il canone per cause indipendenti dalla propria volontà. Sono previsti anche strumenti che incentivano la locazione di lunga durata con possibilità di acquisto progressivo dell’immobile. Viene inoltre istituito il Fondo “Housing Coesione”, finalizzato a sostenere interventi di edilizia sociale e a limitare il consumo di nuovo suolo attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Per accelerare ulteriormente la realizzazione degli interventi, il Piano Casa introduce un ampio ricorso a procedure semplificate: molte opere potranno essere realizzate tramite SCIA, con riduzione dei tempi amministrativi e maggiore flessibilità nei cambi di destinazione d’uso degli immobili. Il Piano Casa 2026 si configura quindi come un intervento organico e strutturato volto ad aumentare l’offerta di abitazioni accessibili e a recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato. Resta ora centrale la fase attuativa, che dipenderà dall’adozione dei decreti operativi e dal coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali.

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